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Articoli - Problemi Comportamentali
Aggressività nel Cane

di Eleonora Mentaschi - Membro SISCA e APNEC
Vietata la riproduzione parziale o totale del testo
> Consultorio Comportamentale per i Disturbi di Comportamento del Cane

L’aggressività è una componente normale del repertorio comportamentale di molte specie. 
Nel Cane esistono differenti forme di aggressività, ognuna con cause e scopi diversi. 

E’ assai importante comprendere quale tipo di aggressività un Cane manifesti per poterlo trattare: vediamo alcuni esempi.

a) Aggressività da dominanza/gerarchica/sociale verso i proprietari

Il Cane è un animale sociale di branco e come tale fonda i suoi comportamenti su parametri di dominanza e sottomissione. 
Ogni individuo ha un ruolo, una posizione rispetto agli altri compagni di branco-famiglia, occupando un preciso gradino nella scala gerarchica.
Alcuni soggetti si sottomettono a tutti i membri della famiglia, soprattutto se vengono gestiti in modo corretto fin dai primi mesi di vita in casa con noi, ma talvolta il Cane percepisce se stesso gerarchicamente superiore ad una o a tutte le persone con cui vive.
Il Cane aggressivo per dominanza non tollera alcuni atteggiamenti che percepisce come un nostro tentativo di dominarlo, come, ad esempio: toccare il suo cibo, sottrargli un osso o un gioco, tentare di spostarlo da un luogo (es. il letto o il divano), alzare la voce con lui, fissarlo negli occhi, prenderlo in braccio, toccare le zampe anteriori, sgridarlo …

I Cani comunicano con il loro corpo e la loro postura indica il loro atteggiamento, un Cane dominante mostra: le orecchie dritte in avanti, il pelo rizzato, corpo rigido ed impettito, denti in vista, sguardo fisso negli occhi dell’altro e la coda alta e ben in vista.

Talvolta il Cane dominante pone le zampe anteriori sul corpo del proprietario, arrivando anche a montare (massimo segno di dominanza).
Inoltre cerca sempre di gestire i tempi: decide quando vuole giocare, portando la palla o un altro oggetto, ci chiama insistentemente abbaiando,

dando spinte con le zampe o col muso, pretende attenzione. Insomma, cerca, in modo sottile, di gestire tutti i tempi di inizio e di fine delle interazioni, proprio come farebbe un leader in un branco.

Spesso questa forma di aggressività si accompagna a quella territoriale e da irritazione (di seguito descritte) formando quella che P .Pageat (1999) definisce “la triade delle aggressività”.

Dal suo punto di vista, avendo da parte nostra dei segnali di conferma (ad esempio mangia prima di noi, dorme sul letto o in posizioni di controllo, ottiene ciò che desidera, etc) il Cane ha tutto il diritto di sentirsi il leader e di opporsi quando abbiamo atteggiamenti per lui incoerenti.

Per ristabilire la giusta gerarchia non è assolutamente indicato utilizzare la forza o l’imposizione sul Cane. 
Al contrario, dobbiamo capire come veramente si comporta un leader nel branco e comportarci allo stesso modo.

Un buon leader, lo ribadisco, non userebbe mai la forza per ottenere il rispetto degli altri membri del suo branco.
La terapia consiste nel ristabilire la corretta gerarchia tra Cane e padroni, un buon educatorecinofilo o un comportamentalista saprà risolvere la situazione nel giro di poche settimane.

Per quanto concerne i fattori eziologici, non è la razza l’elemento più determinante in questa forma di aggressività, anche se ci sono razze più interessate di altre a questo aspetto.

Il sesso, anche se in piccola misura, invece può essere influente. Infatti, pur essendo presente in entrambi i sessi, è più frequente nei maschi non castrati (2). Anche l’età può essere un fattore determinante: essa si manifesta spesso solo al raggiungimento della maturazione sociale, tra i 18 ed i 24 mesi (1).

L’aggressività sociale è soprattutto una caratteristica individuale e dipendente dalla gestione quotidiana: siamo specie diverse ed è facile non capirci reciprocamente. Per questo io preferisco descriverla come un problema di reciproca comunicazone.


b) Aggressività da dominanza/gerarchica/sociale verso Cani che vivono nella stessa casa

Come nel caso precedente, essendo animali sociali di branco, i Cani possono entrare in conflitto con altri individui con cui condividono il branco ed il territorio proprio per una questione di leadership.

La gerarchia non è stabile, per cui un soggetto giovane, raggiunta la maturità sociale (tra il primo ed il secondo anno, in media), potrebbe tentare la “scalata gerarchica” entrando in conflitto con l’altro Cane più anziano. 

Spesso, se lasciati fare, i due Cani sanno gestirsi questi conflitti e decidere i rispettivi ruoli all’interno del branco-famiglia. Se, però, non si arriva ad una definizione dei ruoli, allora i conflitti possono susseguirsi nel tempo e diventare sempre più profondi.

Sono soprattutto le femmine che mostrano maggiore aggressività in questo ambito, arrivando anche a ferirsi gravemente.
Spesso è l’intervento del proprietario che peggiora le cose. Proprio per questo, l’aiuto di un esperto in comportamento, è molto indicato per identificare e risolvere la problematica in questione.


c) Aggressività tra Cani dello stesso sesso che non vivono insieme

L’aggressività tra individui dello stesso sesso è un comportamento normale nella natura del Cane (appartiene all’etogramma specie-specifico), che però causa non pochi inconvenienti al proprietario: quante volte abbiamo visto Cani maschi che, appena vedono un altro maschio, diventano subito aggressivi trascinando al guinzaglio il povero conduttore? In effetti è un comportamento frequente ètipico nei maschi, ma può comparire anche tra femmine.

Il sesso è decisamente il fattore più determinante: gli ormoni sessuali maschili giocano un ruolo fondamentale ed è per questo che la castrazione del maschio, effettuata appena compare il comportamento, può essere molto utile.

Nelle femmine, invece, la sterilizzazione è controindicata perché aumenta questo tipo di atteggiamenti agonistici con i propri simili dello stesso sesso. 

La terapia comportamentale (controcondizionamento e desensibilizzazione sistematica)può dare ottimi risultati se realizzata con l’aiuto di un esperto.


d) Aggressività indotta da paura

A volte i Cani diventano aggressivi perché hanno paura. Gli individui con questo problema cercano di evitare le situazioni di cui hanno timore scappando, indietreggiando e generalmente ringhiando fino a quando non hanno più via di fuga: se non riescono ad evitare la situazione che li spaventa, mordono (1).

Quando i Cani paurosi scoprono che l’aggressività è il mezzo più efficace per risolvere situazioni difficili, la utilizzeranno sempre più spesso.

E’ la postura che permette di riconoscere se si tratta di questa forma: ripiegamento della coda tra le gambe, abbassamento della testa e del corpo, pelo rizzato, orecchie tirate all’indietro, sguardo non diretto e pupille dilatatae. Purtroppo, col passare del tempo, la postura diventa sempre più sicura e può essere difficile, ad un occhio inesperto, capirne la reale natura.

Le esperienze vissute precedentemente dal Cane giocano un ruolo importante, ma anche l’età di adozione e l’apprendimento sono fattori determinanti (1).

Il trattamento richiede generalmente tempi lunghi, ma può dare ottimi risultati.


e) Aggressività predatoria

E’ diretta verso una persona, animale o cosa (es. macchina o bicicletta) percepita come preda. Generalmente la “preda” è in movimento. 

A volte i bambini piccoli vengono identificati come preda, ma questo accade quasi sempre in soggetti che non hanno avuto contatti con bambini, specialmente nei primi tre mesi di vita (vedere prime fasi di vita del Cane).

E’ per questo che i padroni di Cani che non hanno avuto mai contatti con bambini, devono portare molta attenzione nel caso di una nascita o altre situazioni a rischio.

Gli ormoni sessuali non hanno alcuna influenza (3).

Le esperienze precedenti e l’addestramento alla caccia sono fattori di rischio e sono i proprietari che devono portare molta attenzione nel gestire Cani con tali atteggiamenti per prevenirli. Il trattamento è molto difficile e richiede impegno e molto tempo.


f) Aggressività protettiva-territoriale

L’aggressività territoriale ha per scopo la difesa di uno spazio. Se, dopo una fase di intimidazione, l’intruso entra nel territorio, il Cane lo attacca.

Spesso questa aggressività è accompagnata da quella per dominanza.

L’aggressività protettiva ha per scopo la difesa del proprietario, e si manifesta verso persone o animali che tentano di avvicinarsi o interagire con la persona.

Sembra che gli ormoni abbiano un ruolo in queste forme di aggressività, quindi la castrazione è indicata.
Vi è anche una componente ereditaria, sembra, infatti, più frequente nei Cani da guardia e da difesa (4).


g) Aggressività materna

Si manifesta nelle femmine durante la gravidanza o la pseudo-gravidanza, in prossimità del parto e/o dopo il parto.

In questi casi non deve essere effettuato alcun trattamento, essendo tale comportamento una parte normale dell’istinto materno.

Quando i cuccioli sono svezzati o la pseudo-gravidanza terminata, al massimo in due mesi l’aggressività diminuisce(4).


h) Aggressività possessiva

L’aggressività possessiva ha per scopo la difesa di un oggetto (gioco, osso, etc) e può essere rivolta a persone o Cani.

Con l’aiuto di un buone educatore cinofilo, che utilizzi il metodo gentile, la competizione per gli oggetti può essere facilmente risolta, soprattutto se tratta fin dal principio.


i) Aggressività da irritazione

Un Cane irritabile (per frustrazione o per dolore) può reagire con aggressività.

Se è un soggetto dominante morderà con decisione e spesso non scapperà, anzi, continuerà la sua minaccia, mostrando un atteggiamento sicuro.

Se invece è un subordinato morderà ripetutamente e poi scapperà, quasi spaventato.

Un Cane irritabile andrebbe prima di tutto visitato da un Medico Veterinario, per escludere cause organiche (artriti, artrosi, zone doloranti, etc) e poi da un Comportamentlista che arrivi alla base del problema per risolverlo.


j) Aggressività rediretta

Si verifica aggressività rediretta quando un Cane vorrebbe mordere un altro soggetto, ma non può raggiungerlo, e finisce per mordere l’individuo a lui più vicino.

Capita, ad esempio, che un individuo inizi a mostrare aggressività verso un altro Cane che passa, ma essendo al guinzaglio non può raggiungerlo. Se il proprietario si avvicina, magari per prenderlo dal collare, il Cane, ormai al massimo della sua eccitazione, potrebbe mordere la persona.
In realtà la sua intenzione non era questa, non voleva aggredire il proprietario (o il passante), bensì un altro soggetto. Proprio per questo si definisce “rediretta”. 

La possiamo vedere anche tra due Cani all’interno di un giardino quando vedono passare un altro Cane: i due iniziano ad abbaiare furiosamente al soggetto che passa fuori dalla loro proprietà, ma finiscono poi per mordersi tra loro.

Per risolvere questo problema si deve prima di tutto prevenire, quindi evitare di toccare o infastidire un Cane mentre mostra aggressività, e poi andare a risolvere il problema principale, cioè cosa causa veramente la prima reazione aggressiva.


k) Aggressività idiopatica

Questo è un comportamento anormale ed inspiegabile. Gli attacchi sono inaspettati e violenti, il Cane morde improvvisamente e senza motivazione (2).

Questa rara forma di aggressività è ancora centro di molte ricerche in tutto il mondo e pare più frequente in alcune razze come il Cocker Spaniel fulvo.

Come visto analizzando ogni singola forma di aggressività, l’ambiente in cui è cresciuto il Cane, le esperienze cui è stato sottoposto, l’età di adozione, il sesso del Cane e l’apprendimento sono fattori determinanti in molte forme di aggressività, ancor più che la razza o i fattori genetici.

Come detto in precedenza, è essenziale riconoscere quale forma di aggressività un Cane manifesti per poter avere il giusto approccio e individuare la terapia comportamentale adatta. 



L’aggressività, se trattata da Specialisti, può essere diminuita notevolmente e curata in modo efficace. Rivolgetevi ad un Comportamentalista esperto appena notate il problema.

Non dobbiamo neppure sottovalutare l’importanza della prevenzione: educare un Cane fin dal principio secondo le giuste regole è fondamentale.

Leggere molti libri, informarsi, adottare cuccioli che non abbiano meno di due mesi di vita e che siano rimasti con la madre e con i fratellini e frequentare un corso di educazione gentile sono il primo passo per prevenire molti problemi di aggressività e paura.



(1) Overall, 2001 (2) Hart & Hart, 1985 (3) Pageat, 1999 (4) O’Farrell, 1992
 

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